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Hype vs. realtà: cosa sta succedendo con l’IIoT nella produzione?

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Produzione IIoT connessa

L'Industrial Internet of Things (IIoT) è una tendenza tecnologica che riesce a essere sopravvalutata e sottovalutata allo stesso tempo. Da un lato, l'IIoT è sopravvalutato perché, per ogni proiezione ottimistica su quanto della tipica linea di produzione sarà automatizzata e robotizzata tra 10 anni, secondoalcuni esperti la realtà è che meno del 14% delle macchine negli stabilimenti è attualmente “connessa”.

Dall’altro lato, l’IIoT può essere considerato ampiamente sottovalutato e poco applicato. Poiché relativamente poche aziende hanno perseguito implementazioni IIoT in modo serio, i risultati che stanno riportando rappresentano solo la superficie di ciò che è possibile.

Ecco come interpretare l’hype e come l’IIoT si inserisce nel più ampio movimento Industry 4.0.

Affrontare le sfide più grandi della produzione di oggi

L’hype sull’IIoT vorrebbe farvi credere che, per sfruttare appieno il valore dell’IIoT, i produttori che vogliono aumentare la propria efficienza debbano investire immediatamente e ulteriormente in tecnologie come machine learning, realtà aumentata e intelligenza artificiale.

Non è così.

Un approccio molto più saggio e pragmatico è concentrarsi sulle vostre esigenze aziendali più critiche e poi implementare e applicare le tecnologie che rispondono meglio a queste esigenze.

Ecco alcuni dei problemi più grandi che i produttori di oggi devono affrontare:

  • Le macchine invecchiano, ma la produzione deve aumentare. Oggi i produttori spesso devono ottenere una maggiore OEE (efficienza globale delle apparecchiature) da macchine che hanno almeno 20 anni.
  • I margini si stanno assottigliando. È sempre più difficile per i produttori proteggere i propri profitti attraverso le negoziazioni sui prezzi con i fornitori. Per rimanere in attivo, devono cercare all’interno dei propri impianti modi per ottimizzare la propria efficienza.
  • La tracciabilità e gli standard di qualità sono sempre più rigorosi. I produttori sono sottoposti a una pressione crescente da parte dei clienti e degli enti normativi per poter tracciare ogni lotto attraverso la supply chain. I requisiti di tracciabilità del Food Safety Modernization Act (FSMA) richiedono alle aziende di agire rapidamente in caso di richiamo, così rapidamente che i processi manuali possono significare che le aziende non sono conformi.

Per affrontare queste e altre sfide, non è necessario inseguire ogni tecnologia all’avanguardia disponibile sul mercato. Quando parliamo con i clienti, sentiamo spesso: “Sappiamo che ci sono grandi vantaggi nell’utilizzare l’IIoT, ma non sappiamo da dove iniziare o come articolare i benefici o il ROI”. Troppo spesso, i progetti IIoT iniziano concentrandosi sui sensori e sulla raccolta dei dati invece che sul problema aziendale da affrontare.

Una volta individuato il problema da risolvere e come misurare i benefici, il passo successivo è creare un progetto pilota per convalidare il business case sul ROI.

Cosa comporta una vera implementazione IIoT

Troppi parlano di implementare l’IIoT come se fosse un progetto a sé stante, qualcosa che si fa una volta e poi si passa oltre. Questo è hype.

L’IIoT è un percorso a più fasi che offre vantaggi crescenti nel tempo, e il modo migliore per iniziare il vostro percorso IIoT è con un piccolo progetto che possa generarevalore immediato per l’azienda. Una volta che avete una base IIoT, è facile espandersi e iniziare a risolvere i punti critici della vostra azienda, come l’identificazione dei colli di bottiglia nella produzione, la riduzione degli sprechi o l’ottimizzazione della supply chain.

Ecco alcuni altri modi per evitare il temuto “purgatorio del progetto pilota” quando valutate l’implementazione di una nuova soluzione IIoT.

IIoT: una strategia a lungo termine che può portare benefici a breve termine

I nostri clienti ci dicono che non vedono l’IIoT come una spesa importante che darà risultati solo in futuro, ma come un investimento pratico per fare di più con la tecnologia che già possiedono.

Considerate MPI Corporation, un gruppo di aziende con sede in Indiana che si occupa di lavorazione e distribuzione di metalli,che ha applicato l’Industrial Internet of Things a un caso aziendale chiaro. “In base a quanto abbiamo visto finora in termini di ROI, prevediamo una riduzione del 30% dei costi di fermo macchina non pianificato, circa una riduzione del 10% della manutenzione degli impianti e circa una riduzione del 10% dei tempi di transizione dei lavori”.

Implementando la tecnologia IIoT poco a poco, potete ottenere una maggiore visibilità sugli asset esistenti e iniziare a pianificare la vostra strategia per apportare miglioramenti significativi alle vostre operazioni. Sì, questa strategia potrebbe un giorno includere tecnologie all’avanguardia come l’IA e il machine learning. Ma la cosa importante è iniziare ora con le tecnologie che possono aiutarvi a ottenere miglioramenti incrementali sui vostri profitti. Non perdete questa opportunità per massimizzare la vostra efficienza e salvaguardare la vostra redditività. 

Scaricate l’eBook "Make The IIoT And Digital Transformation A Reality" per iniziare oggi stesso il vostro processo di pianificazione e valutazione.

 

Argomenti: IIoT Industria 4.0

Anurag Garg
Anurag Garg
VP and Head of Analytics & IoT, Plex Systems
Anurag Garg è Vice President e head of Analytics and Internet of Things (IoT) di Plex Systems, ed è responsabile della strategia e della delivery dei prodotti Plex Connected Manufacturing e IntelliPlex. In qualità di ex co-founder e CEO di DATTUS, acquisita da Plex nel 2018, Anurag è stato protagonista di articoli su Pumps and Systems, Smart Industry e Manufacturing Automation. Nel 2017 è stato inserito nella lista Forbes 30 Under 30, nel 2016 è stato incluso nella lista 40 under 40 Midwest Energy Leaders di Midwest Energy News, e nello stesso anno è stato nominato Clean Energy Power Player dal gruppo imprenditoriale ambientale E2C. Anurag ha conseguito la laurea triennale e magistrale presso Purdue University, entrambe in ingegneria elettrica, e ha abbandonato il programma di dottorato per dedicarsi ad attività imprenditoriali.

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