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Preoccupazioni comuni relative alla gestione di un’azienda manifatturiera nel cloud: qual è la realtà?

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Molti ritengono che i processi produttivi in tempo reale ad alte prestazioni richiedano una soluzione on-premises e non siano naturalmente adatti al cloud.

In un’azienda manifatturiera, tutto inizia dalla linea di produzione: per questo motivo è fondamentale disporre di un sistema di gestione della produzione (MES) ben integrato con il resto delle soluzioni aziendali.

In realtà, molti processi ad alte prestazioni, tra cui le reti finanziarie, i sistemi di monitoraggio e di controllo e anche i sistemi di produzione, possono funzionare ottimamente nel cloud e, di fatto, lo fanno.

A causa di presupposti talvolta errati, a volte i produttori scartano a priori le soluzioni cloud, senza valutarne a fondo i pro e i contro rispetto a una soluzione on-premises.

La nostra ricerca sul SaaS (Software as a Service) ha messo in luce alcune delle principali preoccupazioni che gli acquirenti nutrono riguardo al cloud. Di seguito elenchiamo le sette preoccupazioni più comuni e la realtà che si cela dietro di esse per le aziende manifatturiere.

Preoccupazione n. 1: sicurezza

Considerata la sensibilità dei dati riservati che archivieremo nel cloud, la sicurezza dei sistemi basati sul cloud è abbastanza solida da garantire protezione?

La realtà: avere il controllo fisico dei propri sistemi in loco non garantisce sempre un livello di sicurezza elevato.

Una sicurezza efficace richiede investimenti consistenti in tecnologia, competenze, procedure e politiche, cosa che la stragrande maggioranza delle piccole e medie imprese, e talvolta anche alcune grandi aziende, non fa. Tra i tipi di investimenti necessari per garantire un elevato livello di sicurezza dei sistemi e dei dati aziendali critici figurano:

  • Massima sicurezza fisica presso il data center, basata sull’implementazione di più livelli di protezione: recinzione perimetrale, guardie in ogni punto di accesso, autenticazione automatica all’ingresso del perimetro, a ogni porta e alle porte interne delle aree sensibili, videosorveglianza, sale computer prive di finestre e così via.
  • Controlli approfonditi dei precedenti personali, formazione in materia di sicurezza e verifiche periodiche della sicurezza per tutti i dipendenti.
  • Una solida sicurezza dell’infrastruttura tecnologica, che comprenda più livelli di protezione e firewall, audit trail, sistemi di rilevamento delle intrusioni, sistemi operativi sicuri e applicazioni progettate per garantire la sicurezza fin dalla fase di progettazione.

Un fornitore di soluzioni cloud di successo vanta un ampio portafoglio clienti, il che gli permette di realizzare economie di scala ripartendo il costo degli investimenti in solide misure di sicurezza. La reputazione e l’esistenza di un cloud provider dipendono proprio dalla sua capacità di investire in sistemi di sicurezza estremamente efficaci.

Nella maggior parte dei casi, le piccole e medie imprese non sono in grado di sostenere un tale livello di investimento, né dispongono delle competenze necessarie. Questo significa che i sistemi cloud sono solitamente molto più sicuri rispetto ai sistemi on-premises di un’azienda. Ciò comprende la sicurezza interna dell’applicazione SaaS e dell’infrastruttura di virtualizzazione, per impedire ai clienti di accedere ai dati altrui.

Un avvertimento: la scelta di un cloud provider dotato di solide misure di sicurezza non esonera i produttori dalle proprie responsabilità in materia di sicurezza, quali la formazione dei dipendenti sui pericoli dei messaggi di phishing, o l’introduzione di controlli sui dispositivi e i dati che possono essere collegati ai PC, ai tablet e ai telefoni dei dipendenti.

Valutazione di un cloud provider: chiedetegli quali tipi di audit di sicurezza abbia effettuato, con quale frequenza e se sia certificato SSAE 16 Tipo 2. Assumete un consulente di sicurezza indipendente ed esperto a cui affiderete il compito di valutare per vostro conto la sicurezza del cloud provider. Sul sito web di Cloud Security Alliance è disponibile un’ottima raccolta di risorse, tra cui linee guida su come valutare e garantire la sicurezza nel cloud (è richiesta la registrazione gratuita).

Preoccupazione n. 2: disponibilità

Possiamo gestire in modo affidabile i nostri sistemi produttivi critici nel cloud? Cosa succede se la rete smette di funzionare?

La realtà: proprio come per la sicurezza, anche per la disponibilità elevata occorrono investimenti massicci, sia in termini di sistemi che di rete. Molti cloud provider hanno effettuato ingenti investimenti in sistemi e archivi dati ridondanti, funzionalità di failover “warm” o “hot”, data center multipli, monitoraggio continuo e solide funzionalità di backup e ripristino.

Spesso utilizzano più provider di servizi di telecomunicazione con linee diverse (punti di accesso fisici distinti) nel proprio data center. Alcuni cloud provider offrono assistenza alla progettazione o forniscono direttamente soluzioni di telecomunicazione ridondanti simili presso le strutture critiche di ciascun cliente. Come nel caso della sicurezza, anche per quanto riguarda la disponibilità un’azienda tipica non è in grado di mettere in campo misure di tale portata.

Il tipico sistema on-premises di una piccola o media impresa presenta capacità di failover limitate o inesistenti, procedure di backup talvolta irregolari o non testate e dipende comunque da una connessione Internet o da una rete geografica per collegarsi ai sistemi centralizzati e poter garantire la continuità operativa (a meno che tutti i sistemi, gli stabilimenti produttivi e gli uffici non siano ospitati nello stesso edificio o luogo). Una tipica configurazione on-premisea (ovvero priva di ridondanza a livello di elaborazione o di rete) può comportare tempi di fermo notevolmente più elevati rispetto a un sistema cloud dotato di connessioni di rete ridondanti.

Naturalmente le connessioni di rete ridondanti comportano costi aggiuntivi che devono essere presi in considerazione prima di qualsiasi decisione. È possibile contenere i costi dei servizi di rete ridondanti ricorrendo ad alternative più economiche per la linea di backup/failover.

Valutazione di un cloud provider: chiedetegli quali garanzie di disponibilità (ad esempio, percentuale di uptime, tempo massimo di ripristino e perdita massima di dati) offra nel proprio SLA (Accordo sul livello del servizio) per il servizio end-to-end destinato al vostro reparto produttivo. Verificate in che modo vengono garantiti tali livelli di disponibilità, tenendo conto della ridondanza e del failover di sistemi e reti, delle politiche e delle procedure di backup e ripristino e così via.

Preoccupazione n. 3: assistenza alle grandi imprese

Le applicazioni SaaS sono spesso pensate per le piccole imprese. È davvero possibile gestire un’azienda manifatturiera con diverse divisioni, presente nella classifica Fortune 500, utilizzando una soluzione cloud?

La realtà: al momento non esistono soluzioni cloud che siano al 100% in grado di fungere realmente da sistema ERP centrale e portante per un’intera azienda manifatturiera F500 con più sedi. Tuttavia, esistono esempi di divisioni di aziende F500 che operano nel cloud. Tra i vantaggi che una soluzione basata sul cloud offre a una grande azienda con più divisioni figurano la standardizzazione tra gli stabilimenti, la rapidità e l’agilità nell’implementazione di nuovi impianti e una maggiore facilità nel consolidamento dei dati per il reporting centrale.

Valutazione di un cloud provider: se la vostra è una grande impresa, richiedete una demo delle funzionalità multisito delle soluzioni. Scoprite come avverrebbe l’integrazione del sistema con il vostro ERP principale e con altri sistemi (ad esempio, acquisti, CAD, ecc.). Chiedete quali funzionalità sono disponibili per l’internazionalizzazione e la localizzazione (multivaluta, formati data/ora, lingue supportate) e richiedete una dimostrazione pratica.

Argomenti: Aerospaziale Automotive Cibo e Bevande Alta tecnologia ed elettronica Produzione industriale Plastica e gomma Stampaggio di precisione dei metalli

Bill McBeath
Bill McBeath
Chief Research Officer, ChainLink Research
Bill McBeath guida le attività di ricerca di ChainLink, oltre che le pratiche di approvvigionamento, approvvigionamento strategico, collaborazione alla progettazione e mercati online. Con oltre 20 anni di esperienza in una varietà di ruoli come ricercatore e consulente aziendale e tecnologico, dirigente di alta tecnologia e architetto di software, il signor McBeath è riconosciuto come un esperto leader nei modelli aziendali di impresa estesa.

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